
Myriam Nemirovsky es una de las especialistas de referencia en materia de enseñanza de la lectoescritura, por sus aportaciones desde la óptica del constructivismo. Licenciada en Ciencias de la Educación, trabajó durante veinte años como maestra en Argentina. En 1990 se trasladó al Estado español y se doctoró en Psicología Evolutiva. Es autora de numerosos textos sobre el aprendizaje de la lectura y la escritura, destacando su libro “Sobre la enseñanza del lenguaje escrito… y temas aledaños” (Editorial Paidós).
Las dos escuelas que sostenemos este proyecto eTwinning (Scuola dell’Infanzia F.lli Cervi y Colegio Tremañes) consideramos especialmente importante recorrer en paralelo las sendas del aprendizaje lectoescritor y la alfabetización digital.
Por eso nos satisface recoger hoy un artículo que Myriam Nemirovsky publicó en la Revista Iberoamericana de Educación, bajo el título “La enseñanza de la lectura y de la escritura y el uso de soportes informáticos”.
En la actualidad la iniciación de las niñas y niños de Educación Infantil en la competencias lingüísticas básicas no puede plantearse de modo coherente al margen de las Tecnologías de la Información y la Comunicación.
A modo de resumen, esto es lo que plantea Myriam Nemirovsky en su artículo:
“La finalidad de este texto es compartir una serie de reflexiones acerca de la enseñanza de la lectura y de la escritura en las etapas iniciales de la escolaridad (educación infantil y primeros cursos de la educación primaria), y vincularlas con el uso de tecnologías actuales. ¿Por qué la escuela como institución es tan reticente a los cambios, y, en particular, a los que implican cuestionar y abandonar eventualmente prácticas consagradas desde hace tiempo? Esas prácticas han ido demostrando poco a poco su ineficacia y su carencia de sostén, pero a pesar de ello perduran. En ese contexto, cabe preguntarse si la forma en la que la escuela enseña a leer y a escribir demuestra en general la incorporación de los aportes de las investigaciones psicolingüísticas de las últimas décadas. En la mayor parte de las aulas notamos que no se han apropiado de esos aportes, y que se continúa centrando la tarea alfabetizadora en ejercicios vinculados con letras, sílabas y palabras. Por tanto, aunque estemos en el siglo XXI, hay niños que en sus aulas hacen lo mismo que hicieron sus padres y sus abuelos, como si la investigación psicológica y lingüística, las iniciativas educativas y los avances de la didáctica no existieran”.
Pero es mejor que disfrutes de su artículo completo.
Versione Italiana
La lettura , la scrittura e le TIC,
SECONDO MYRIAM NEMIROVSKY
Myriam Nemirovsky è uno degli specialisti di riferimento per l’insegnamento della lettura e della scrittura, per i suoi apporti nell’ottica del costruttivismo. Laureata in Scienze dell’ Educazione, ha lavorato per venti anni come insegnante in Argentina. Nel 1990 si trasferisce in Spagna e riceve il suo Dottorato di Ricerca in Psicologia evolutiva. È autrice di numerosi testi sull’apprendimento della lettura e della scrittura, si sottolinea il suo libro “Sull’insegnamento del linguaggio scritto… e temi dintorno”, Editoriale Paidós.
Le due scuole che sostengono questo progetto eTwinning (Scuola dell’infanzia Fratelli Cervi e Tremañes Collegio) trovano di particolare interesse l’articolo perché da anni approfondiscono i temi della lettoscrittura e l’uso delle TIC, viaggiando questi in parallelo. Per questo motivo, pubblichiamo oggi un articolo che Myriam Nemirovsky pubblicò sulla Rivista Ibero-americana di Educazione, dal titolo “L’insegnamento della lettura e della scrittura e l’uso di supporti informatico.”
Attualmente, nella scuola dell’infanzia l’apprendimento delle competenze linguistiche basilari non può porsi in modo coerente al margine delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione.
Myriam Nemirovsky espone quanto segue nel suo articolo: “Lo scopo di questo articolo è di condividere una serie di riflessioni sull’insegnamento della lettura e della scrittura nelle fasi iniziali della scuola (scuola dell’infanzia e scuola primaria), e il loro legame rispetto all’utilizzo delle nuove tecnologie . Perché la scuola, come istituzione, è così restia al cambiamento? E soprattutto abbandonare eventualmente pratiche consacrate da tempo? Tali pratiche hanno continuato a dimostrare a poco a poco la loro inefficacia e la loro carenza di sostegno, ma nonostante ciò perdurano.. In questo contesto, ci si chiede se il modo in cui la scuola insegna la lettura e la scrittura in generale dimostra di essersi evoluta in base alle ricerche psicolinguistiche degli ultimi decenni. Nella maggior parte delle aule si nota che il metodo non è stato influenzato dalle recenti ricerche, e che si continua ad insegnare vincolati dagli esercizi di lettere, sillabe e parole. Pertanto, benché siamo nel secolo XXI, ci sono bambini che fanno la stessa cosa che fecero i loro genitori ed i loro nonni, nelle rispettive aule come se la ricerca psicologica e linguistica, le iniziative educative e gli avanzamenti della didattica non esistessero.
Ma è meglio approfondire leggendo l’articolo….“La enseñanza de la lectura y de la escritura y el uso de soportes informáticos”.